Museo ebraico “F. Levi” di Soragna
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Soragna si trova a 10 km da Fidenza e a 30 km da Parma, è un piccolo paese rurale di circa 5000 abitanti. Accanto alla Rocca dei Principi Meli Lupi e quindi nella zona storica del paese, si trova il Museo Ebraico “F. Levi” costituito nel 1982 da Fausto Levi presidente della Comunità Ebraica di Parma all’interno dell’edificio che ospita la Sinagoga ottocentesca.
Negli anni ‘70 per l’estinzione e la rilevante riduzione delle comunità del Parmense molte Sinagoghe sono state chiuse ed il loro arredo portato in Sinagoghe di centri maggiori o a Gerusalemme.
Fausto Levi, molto affezionato alla Sinagoga di Soragna inserita in un bellissimo edificio del ‘600, al fine di evitare la chiusura di un luogo così caratteristico e di preservarne l’esistenza anche in assenza di una comunità ebraica locale, ha pensato di costituire accanto alla Sinagoga un Museo che potesse essere anche una testimonianza della presenza ebraica nel parmense. Per portare avanti questo intento ha allestito sale apposite per la sistemazione di oggetti preziosi (le Torah cioè i rotoli di pergamena contenenti il Pentateuco, gli oggetti d’argento di decorazione della Torah, stoffe damascate ricamate a mano, parti scultoree di Sinagoghe chiuse) provenienti da quelle Sinagoghe che nei paesi vicini stavano chiudendo.
L’opera di Fausto Levi ha permesso quindi la realizzazione di un luogo storico importante per preservare la memoria e la testimonianza degli ebrei presenti sul territorio, di un piccolo gioiello capace di evocare la storia di un popolo millenario, le sue tradizioni ed in particolare le vicende legate a questa zona.
La presenza ebraica a Soragna risale agli inizi del cinquecento, quando si ha notizia di un Giuseppe hebreo titolare di un banco di pegni.
Dopo la Bolla di Papa Paolo IV del 1555 che istituiva i ghetti, i Duchi Farnese, che allora regnavano nella zona, espulsero gli ebrei da Parma e successivamente da Piacenza (nel 1570).
Nel 1562 Ottavio Farnese permise loro di trasferirsi ed aprire banchi di prestito e pegno in sedici paesi della zona. Tra questi c’è anche Soragna dove la comunità, sempre poco numerosa, ebbe nel complesso una vita tranquilla, favorita dalla tolleranza dei principi Meli Lupi. Gli effetti della Rivoluzione francese e del passaggio di Napoleone influenzarono anche i paesi del parmense, consentendo, fra l’altro, agli ebrei la libertà di spostarsi e di risiedere in città. Maggiore fu la tolleranza nei confronti degli ebrei, molti dei quali, non più costretti a risiedere nei paesi del parmense, si trasferiscono in centri maggiori o ritornano a Gerusalemme. Nel censimento del 1881 gli ebrei di Soragna erano ottantacinque, ma dall’inizio del ‘900 si registra una progressiva diminuzione di numero, tanto che nel 1917 se ne conteranno solo 25, tra cui l’ultimo Rabbino, Giuseppe Cammeo.
L’ultimo rappresentante della Comunità ebraica è stato Vittorio Sforni, scomparso nel 1972. Negli anni ‘70 le Sinagoghe dei dintorni furono chiuse proprio per l’estinzione delle comunità ebraiche e gli arredi portati in Sinagoghe di centri maggiori oppure direttamente a Gerusalemme.
La Sinagoga odierna è stata inaugurata, come è specificato dall’iscrizione in italiano ed ebraico al suo ingresso, nel 1855. L’ambiente in stile neoclassico, è semplice ed armonioso. Dal Matroneo con bellissime inferiate in ferro battuto, accessibile attraverso una scala esterna, l’atmosfera è molto suggestiva. Precedentemente esisteva una Sinagoga più antica, sempre ricordata nelle cronache come Casa grande delli hebrei ubicata probabilmente nello stesso edificio per concessione del marchese Meli Lupi nel 1584.
L’armadio attuale (Aron ha-kodesh) al centro della Sinagoga che contiene ancora oggi i rotoli della Torah (rotoli in pergamena con scritto a mano il Pentateuco) è del 1800, quello in legno del ‘600, appartenente all’antica sinagoga di Soragna è stato donato nel 1966 all’Oratorio del Parlamento di Gerusalemme (Knesset).
Attualmente il Museo è gestito dalla moglie di Fausto Levi e dalla Comunità Ebraica di Parma.
Le visite guidate condotte da esperte guide e da un operatore museale e culturale nei luoghi della memoria, partono dal fulcro del Museo, ovvero dalla Sinagoga ottocentesca, per poi svilupparsi lungo il percorso museale permettendo la visione diretta degli oggetti dislocati nelle teche delle sale ed apportando approfondimenti inerenti le tradizioni ebraiche, le feste, le regole alimentari e le testimonianze in particolare delle comunità del Parmense. Alle pareti di ogni sala sono appesi interessanti pannelli didattici volti ad illustrare ulteriormente gli argomenti che riguardano l’Ebraismo e le tradizioni.
Durante la visita è possibile visitare anche il Matroneo dedicato alle donne dove è allestita la mostra permanente di Ketubbot (contratti nuziali).
Un’apposita sala è dedicata alla Shoah, l’entrata in questa sezione del Museo è accompagnata dal brano musicale composto dal Maestro Riccardo Joshua Moretti intitolato “Shoah” che senza dubbio aumenta l’intensità emotiva del momento. Qui le immagini fotografiche dei campi di concentramento di Mauthausen e Auschwitz permettono l’approfondimento della storia degli ebrei del parmense deportati in quei campi. In particolare nella bacheca è visibile l’abito dell’unico deportato di Parma salvatosi da Auschwitz: Simon Samuel Spritzman donato dalla moglie Ada Tedeschi di Parma al Museo Ebraico.
Questa sala è stata recentemente ristrutturata e dotata di un moderno sistema di pannelli luminosi rotanti che facilitano la lettura dei documenti e delle testimonianze.
Dal 2005 la parte storica della seconda guerra mondiale, in particolare per le visite di scolaresche, può essere approfondita in un’aula didattica apposita: “Hurbinek per la memoria della deportazione e della Shoah” inaugurata recentemente e situata in Via Garibaldi al n° 52 all’interno del Centro Polivalente del Comune di Soragna. L’Aula Didattica, promossa dal Comune di Soragna (in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e la Provincia di Parma), dal Museo Ebraico “F. Levi” e dall’Istituto Storico della Resistenza e della storia contemporanea di Parma, vuole essere un polo di cultura per l’approfondimento della storia e della memoria ebraica nel parmense. Gli architetti Luca Monica ed Elena Monelli sono gli autori del progetto e ne hanno curato la realizzazione e l’allestimento all’interno del Centro Polivalente del Comune. L’idea degli architetti è l’evocazione fisica del luogo del trauma e della disumanizzazione.
Così l’aula diviene la baracca, simbolo del lager, simbolo di morte ma al tempo stesso dei tentativi messi in atto per resistere e per opporsi alla perdita di ogni identità; per questo i colori utilizzati sono accesi e non cupi come i luoghi reali, sono i colori dell’ottimismo e della forza della vita. Sulle pareti spiccano le parole di Primo Levi su questo bambino simbolo di tutti i bambini morti nei campi di concentramento. “Hurbinek, che aveva tre anni e forse era nato in Aushwitz e non aveva mai visto un albero; Hurbinek, cha aveva combattuto come un uomo, fino all’ultimo respiro, per conquistarsi l’entrata nel mondo degli uomini, da cui una potenza bestiale lo aveva bandito; Urbinek il senza nome..” .
Il Museo Ebraico “F. Levi”organizza durante l’anno numerosi eventi: concerti di musica ebraica, presentazioni di libri, incontri con rabbini e conferenze volte all’approfondimento di argomenti specifici dell’Ebraismo e della cultura ebraica.
Anche la Giornata Europea della Cultura Ebraica viene accolta al Museo di Soragna con eventi e appuntamenti particolari in linea con i progetti portati avanti dall’U.C.E.I. (Unione comunità ebraiche italiane).
Robuschi Camilla
– operatore museale e culturale nei luoghi della memoria -
Museo Ebraico “F. Levi”
Via Cavour n° 43 43019 SORAGNA –PR
SITO DEL MUSEO: www.museoebraicosoragna.net
Per informazioni: tel./ fax 0524 599399 / info@museoebraicosoragna.net
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